Salus SpaceArchives

Da mercoledì 15 aprile e venerdì 17 aprile, ogni settimana due appuntamenti alle 17.30 con i laboratori online di Cantieri Meticci. Ecco come gli autori ce ne spiegano il senso.

Il come e il perchè di “Il visibile nell’invisibile”
Per l’estate bolognese Cantieri Meticci stava progettando un grande spettacolo itinerante da ambientare a Salus Space.  Cantieri Meticci avrebbe voluto essere già lì – era il progetto e il nostro desiderio – a costruire assieme a tanti cittadini e migranti un grande spettacolo itinerante e multiforme.

Come spesso accade con Cantieri Meticci, lo spettacolo avrebbe preso le mosse dalla grande letteratura: uno spunto iniziale per creare un percorso drammaturgico e di azione che avrebbe dato vita ai più diversi personaggi, creato storie e dato forma fantastica e fantasiosa a scenografie, oggetti, microallestimenti realizzati dai partecipanti stessi ai vari laboratori sotto la guida degli artisti di Cantieri Meticci.

Lo abbiamo immaginato in tanti modi questo evento corale e tanti altri ne avremmo scoperti sul campo: uno spettacolo a tappe, con spettatori liberi di tracciare il proprio percorso e scoprire ad un tempo l’intreccio delle storie e la piacevolezza dello spazio di Salus.

Quale spunto prezioso per avviare il lavoro abbiamo scelto “Le Città Invisibili” di Italo Calvino: un mondo immaginifico che sia da guida e riferimento, indicandoci concetti chiave da esplorare e suggestioni poetiche da rincorrere e vivificare. Un modo per raccordare tra loro le città invisibili dell’invenzione letteraria con le città possibili, di cui è germoglio da coltivare con cura quanto suggerito e promosso dalla carta dei valori di Salus Space e dalla pionieristica concezione del progetto.

Avevamo tracciato la strada: laboratori di creazione di testi e di oggetti, di scenografie e di costumi. Proposte concrete di azioni partecipate per generare un nutrito gruppo di cittadini e di migranti che nelle vesti più diverse di attori, scenografi, costumisti e creativi… dessero vita a questo evento. Ma… qualcosa più grande di tutti noi, e ironia della sorte invisibile anch’esso, ci ha costretto a fermarci.

Fermarci?!?

Cantieri Meticci non si ferma e il fermento creativo e la voglia di esserci hanno trovato altre strade: molte cose possono essere fatte a distanza e più di quante, probabilmente, la maggior parte di noi avrebbe fin poco fa immaginato.

Ecco perché è nato Il visibile nell’invisibile, un grande contenitore di laboratori creativi per partecipare comunque, con grinta e spirito d’iniziativa, alla costruzione assieme di elementi e pensieri che aspetteranno soltanto il momento propizio per scendere in piazza e dar vita a uno spettacolo di gioia e rinascita…

…nel rispetto delle norme di sicurezza e dell’incolumità di noi tutti.

Come partecipare ai laboratori

La partecipazione è aperta a tutti: per sentirsi meno soli, per immaginare il futuro, per usare uno schermo in maniera attiva e partecipe. Tutto quello che serve è un computer o un cellulare, una connessione discreta e tanta voglia di divertirsi e costruire insieme.
Segnalateci il vostro desiderio di esserci scrivendo a formazione@cantierimeticci.it e vi invieremo il link per connettervi alla piattaforma zoom.us. Il link sarà pubblicato anche sulle nostre pagine Facebook e Instagram.

Cantieri Meticci

Dall’autunno 2019, il gruppo teatrale Cantieri Meticci, partner del progetto Salus Space, organizzerà all’interno del Quartiere Savena laboratori artigianali e di teatro sociale, dove si sperimenterà la possibilità di creare equipe artistiche e professionali miste, formate da cittadini residenti, migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Nello specifico, verranno lanciati quattro laboratori: sartoria, scenografia, laboratorio di teatro livello base e livello avanzato. Questi ultimi si terranno nel teatro della Parrocchia Nostra Signora della Fiducia di piazza Lambrakis, punto di ritrovo e di scambio del quartiere, mentre per gli altri due la location è ancora da definire. Nel corso della primavera e dell’estate verranno inoltre organizzati piccoli eventi, per cominciare a portare le attività sul territorio e a coinvolgere i residenti. Ecco un estratto della conversazione a cui hanno partecipato Pietro Floridia,  fondatore e regista dei Cantieri Meticci, Rita Roatti e Sergio Palladini, cittadini della redazione partecipata di Salus Space, e Lucia Manassi, di Open Group, coordinatrice della redazione.

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Redazione partecipata: Come pensate di coinvolgere gli abitanti del Quartiere nelle vostre attività?Pietro Floridia: “Nei nostri laboratori cercheremo di mescolare persone con esperienze e approcci diversi al teatro, alcuni più amatoriali, altri più professionali. Il laboratorio verrà costruito passo a passo proprio in base agli interessi di chi ne farà parte. È fondamentale che partecipino anche gli abitanti del quartiere, che ci aiuteranno a integrarci con il tessuto sociale e a capire la percezione che si ha di noi all’esterno. Bisogna fare di tutto per intercettare e coinvolgere persone di buona volontà, e convincerle che i temi che stanno a cuore alla comunità possono diventare oggetto del nostro lavoro artistico e teatrale”.

Per Cantieri Meticci quanto è importante il radicamento sul territorio?
“È un aspetto fondamentale. Il nostro modello è quello del teatro aperto, che va in giro per la città con eventi e iniziative. Ogni volta che costruiamo un nuovo spettacolo, infatti, cerchiamo sempre di pensarlo in modo che possa essere riproposto in luoghi diversi: teatri, spazi chiusi, ma soprattutto le strade, le piazze e le case delle persone. Il nostro lavoro non deve essere destinato solo a chi è abbonato a un teatro o ha la possibilità di spendere 20 euro per andare a vedere uno spettacolo”.

Quali esperienze ti hanno portato verso il teatro sociale?
“Dal 2001 ho iniziato a fare teatro in tutto il mondo: sono stato in Africa, Europa, Medio Oriente, Sud America… È stato proprio in America Latina che ho trovato l’ispirazione. Lì è normale che ciascun quartiere abbia una sua compagnia teatrale, dove ognuno si ritaglia un suo ruolo: c’è chi cucina, chi cuce i costumi, chi si occupa della logistica, e poi naturalmente ci sono gli attori, gli scenografi, i registi… È stato così che ho capito il valore della connessione tra i professionisti del teatro e la comunità, pensando a un rapporto diverso tra arte e persone”.

Quando hai iniziato a fare teatro?
“Io sono laureato in legge e durante il periodo dell’università mi ero iscritto a una scuola di teatro. Successivamente ho fatto l’assistente alla facoltà di criminologia, ma alla fine ho scelto la strada artistica e nel 1993 ho fondato il Teatro dell’Argine. Tutto è iniziato in una saletta nel centro giovanile di Ponticella, uno spazio concesso dal Comune di San Lazzaro. Io avevo studiato da attore, ma di anno in anno mi interessava sempre di più la regia e la scrittura. Il 1998 è stato un anno di svolta: il Comune aveva messo a bando la gestione dell’ITC Teatro, noi abbiamo partecipato e siamo riusciti a vincere con un progetto di forte radicamento territoriale. Poi sono stato direttore dell’ITC insieme a Paolucci e Bonazzi fino al 2013, quando ho fondato i Cantieri Meticci”.

Come è nato il progetto dei Cantieri Meticci?
“In quel periodo il contesto sociale era interessato da forti trasformazioni: diffusione di internet, crisi economica, migrazioni… La città stava cambiando. Per questo ho voluto staccarmi da una struttura già consolidata, dove il fronte di sperimentazione era più vincolato, per iniziare un nuovo progetto: volevo trovare un modo per adattare gli strumenti del mestiere teatrale ai cambiamenti del nostro tempo. Oggi il gruppo dei Cantieri Meticci è composti da una trentina di persone, più tutta la comunità di allievi, amici e simpatizzanti che ruotano attorno al progetto dei Quartieri teatrali, nato per portare i nostri laboratori in tutta la città”.

Nella foto, una performance dei Cantieri Meticci in Piazza Lambrakis

Tra le attività che si svolgeranno a Salus Space ci saranno laboratori artistici: di recitazione, danza, musica. Ma anche laboratori artigianali.
Sono progettati e coordinati dai Cantieri Meticci, che nel loro lavoro mettono l’accento sulla mescolanza di provenienze e competenze e sui legami con il quartiere e i suoi abitanti. Tra le idee in campo anche i mercatini-spettacolo e l’intreccio tra performance e ristorazione.
L’intervista a Pietro Floridia e Saeide Pourmohammadhajiagha, caricata sul nostro canale youtube.


L’ intervista è stata realizzata durante l’evento del 25 ottobre 2017 a Palazzo d’Accursio

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