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Il cantiere di Salus Space si sta chiudendo e per l’ultima settimana di gennaio 2021 il Comune di Bologna avrà nelle mani le chiavi degli appartamenti, delle tre strutture temporanee e del Centro studi. Tutto pronto dunque per l’inaugurazione del 29 gennaio, con il Sindaco Virginio Merola, la Vicepresidente della regione Emilia Romagna Elly Schlein, la Presidente di Quartiere Marzia Benassi e il Capo rappresentanza della Commissione UE in Italia, Antonio Parenti.
Purtroppo non sarà possibile partecipare in presenza a causa della pandemia, ma appena sarà possibile i cancelli saranno aperti a tutta la cittadinanza con una festa inaugurale.
L’evento potrà essere seguito in diretta dalle ore 12 attraverso i canali YouTube e Facebook di Salus Space.
L’inaugurazione sarà preceduta il 27 gennaio pomeriggio da una riflessione sull’esperienza di coprogettazione con i partner, l’esperto Ugo De Ambrogio e il Segretario UIA Raffaele Barbato.

In questi giorni, intanto, sta nascendo la comunità degli abitanti di Salus Space: le risposte al bando chiuso il 7 gennaio per i 12 appartamenti disponibili sono state 23, sono in corso i colloqui a cui seguiranno alcuni appuntamenti formativi, tra cui uno dedicato all’approfondimento della Carta dei Valori e del Regolamento della convivenza collaborativa.

L’Associazione Temporanea di Scopo, che si è assunta la responsabilità della gestione, è composta da Eta Beta Cooperativa sociale, capofila, Cefal, Istituto Ricerca Sociale, Acli provinciale Bologna, Cantieri Meticci e Aquaponic Design.
Sono tutti partner del progetto Salus Space sin dagli inizi, tranne Aquaponic, associazione nata dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro alimentari dell’Università di Bologna, altro partner di progetto.
I futuri gestori sono già al lavoro, con sopralluoghi, riunioni, elaborazione di idee e disbrigo di pratiche amministrative e burocratiche per dare avvio alle attività dal mese di febbraio.

Accanto a loro lavoreranno alla costruzione della comunità, alla mediazione culturale e linguistica e alla comunicazione gli operatori di Open Group e Cidas, che si sono aggiudicati il bando PON metro che finanzia il lavoro per i prossimi due anni.

Abbiamo raccolto in questo post le domande più ricorrenti che ci vengono poste dagli interessati al bando aperto dal Comune di Bologna per formare la comunità di Salus Space. Il bando scadrà il 7 gennaio.

Di recente ho iniziato a lavorare e la mia situazione economica è migliorata; ciò però non risulta dall’ISEE che fotografa la situazione reddituale di due anni fa. Come posso ovviare a questo problema?
E’ possibile presentare l’ISEE corrente che registra il miglioramento della condizione economica nei 12 mesi precedenti la richiesta. E’ necessario comunque essere in possesso dell’ ISEE ordinario.

Non riesco a produrre la certificazione ISEE in tempo utile per partecipare al bando. E’ possibile presentare altra documentazione alternativa attestante la capacità economica?
I tempi di rilascio del certificato ISEE possono essere incompatibili con i tempi di pubblicazione del bando. In tal caso è ammessa la presentazione del DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica precompilata), del CU (Certificazione Unica) o anche una semplice autodichiarazione del candidato rispetto al possesso dei requisiti reddituali richiesti. Il certificato ISEE è comunque necessario per proseguire con la sottoscrizione del patto di convivenza collaborativa; pertanto si  invitano i candidati interessati a fissare un appuntamento preso presso CAF, commercialisti o consulenti del lavoro e farsi rilasciare il certificato quanto prima possibile.

Mi riconosco nel progetto e sono convinto di poter dare un contributo positivo alla costruzione della comunità, ma la mia capacità economica non mi consente di pagare l’intero importo del contributo previsto. E’ possibile accedere a qualche forma di incentivazione?
Il contributo richiesto serve a coprire i costi per la gestione collaborativa degli spazi e dei servizi integrati che il progetto Salus Space ha realizzato. Se il candidato o la candidata intende contribuire alla gestione collaborativa mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze può richiedere una riduzione del contributo che sarà valutato dall’ATS e tradotto in uno “sconto”, in misura proporzionale all’impegno assunto, fino ad un valore massimo del 30’%. Tale richiesta potrà essere presentata e discussa al momento del colloquio motivazionale.

E’ possibile portare con sé animali da compagnia?
Il progetto di convivenza collaborativa include anche gli animali domestici. In tal senso il progetto non pone limitazioni, purché siano rispettati gli spazi ed i diritti degli altri abitanti. In caso ci si candidi a vivere in un appartamento condiviso si prega il candidato o la candidata di segnalare tale volontà al momento del colloquio motivazionale.
Si precisa che gli animali non possono essere lasciati liberi o incustoditi nelle aree comuni senza adottare le opportune cautele . Ad esempio, i cani devono essere sempre tenuti al guinzaglio quando circolano in queste zone e in special modo se ci sono bambini, anziani o altre persone che potrebbero temerne la presenza.

Mi riconosco nel progetto e sono convinto di poter dare un contributo positivo alla costruzione della comunità, ma la la mia vita familiare o lavorativa prevede che mi debba assentare per alcuni mesi durante l’anno. Posso partecipare ugualmente al bando e sospendere, eventualmente, il patto durante il periodo di assenza?
Il progetto di costruzione di una comunità collaborativa necessita una presenza il più possibile costante e continuativa degli abitanti. Ciononostante non viene fissato nessuna regola in tal senso; specifiche esigenze potranno essere presentate e discusse nel corso del colloquio motivazionale. Non è prevista la sospensione; in caso di assenza temporanea i candidati saranno comunque tenuti alla corresponsione del contributo.

Il Gruppo di Valutazione partecipata di Salus Space, coordinato da IRS-Istituto per la Ricerca Sociale sta realizzando una breve indagine sulla conoscenza del progetto.
Per questo invitiamo tutti coloro che abitano o frequentano il Quartiere Savena a rispondere ad alcune domande compilando il questionario online che si trova a questo link: https://it.surveymonkey.com/r/BNGSW67

Il questionario va compilato entro il 22 dicembre 2020.

Per ogni necessità si può contattare telefonicamente o via mail IRS  (051 238555 – irsbo@irsonline.it).
Grazie per la preziosa collaborazione!

Salus Space avrà una gestione collaborativa. La scelta ha contraddistinto tutto il percorso di implementazione del progetto, esso stesso frutto di una coprogettazione tra 17 partner.

Strumenti della gestione collaborativa saranno la Carta dei Valori e le Regole della Convivenza collaborativa, frutto di un percorso partecipato all’interno del progetto realizzato in diversi luoghi significativi della città, dove già esistono esperienze simili come il cohousing di Porto15 e alcuni Centri di Accoglienza Straordinaria che ospitano richiedenti asilo. Saranno le due Carte a regolare i rapporti all’interno della Comunità, composta dagli abitanti ma anche da lavoratori, collaboratori e “vicini di casa”.

Sono naturalmente testi base, che verranno sottoscritti dagli abitanti ma saranno aggiornati, rivisti e ampliati periodicamente, con l’apporto diretto della Comunità di Salus Space, in base alla sperimentazione in atto.

La Carta dei Valori è composta da una Premessa che esprime il senso del progetto: la vision e la mission. È seguita dai Principi ispiratori, declinati in sei articoli: accoglienza, rispetto, partecipazione attiva, solidarietà e mutuo aiuto, pluralismo, sostenibilità. La carta si chiude con le Disposizioni finali che la definiscono come vincolante e impegnativa per tutta la Comunità.

Le Regole della Convivenza collaborativa si aprono con una Premessa: “Il presente documento disciplina l’organizzazione e la gestione di Salus Space il cui obiettivo, come esplicitato nella Carta dei Valori, è sviluppare il senso di appartenenza, migliorare le relazioni sociali ed interpersonali, valorizzare le capacità di ciascuno/a e promuovere modalità di decisione collettiva e di gestione degli spazi comuni e di servizi collaborativi.”
Seguono due parti: le Disposizioni generali (descrizione dello spazio, degli attori della Comunità, le regole generali) e l’Organizzazione e gestione (organi di coordinamento, norme per i coabitanti).
Chiudono le Disposizioni finali: “Come la Carta dei Valori, le Regole della convivenza collaborativa sono un documento partecipato e dinamico che dunque potrà essere modificato nel tempo, fatta eccezione per i principi fondanti la Comunità di Salus Space”.

Qui sono consultabili i testi completi:
Testo base della Carta dei Valori
Testo Base delle Regole della Convivenza collaborativa

Proponiamo integralmente qui la Premessa della Carta dei Valori, perché esprime lo spirito che pervade tutto il progetto, dal momento della sua nascita.
“Salus Space è un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere, è un’area restituita alla città, a disposizione di tutti/e. Un luogo aperto al territorio con spazi verdi, laboratori artigianali e  artistici, spazi di co-working e aree destinate ad attività ludiche e imprenditoriali, appartamenti per residenze collaborative temporanee e camere a locazione turistica . Salus Space è un modello innovativo di accoglienza, integrazione e intercultura, in cui gli abitanti sono attivamente coinvolti nella gestione dei servizi e nella cura degli spazi, in un’ottica di collaborazione e reciprocità.
Salus Space non è solo un luogo in cui “abitare” ma piuttosto un luogo in cui sviluppare un nuovo stile di vita fatto di relazioni e partecipazione: promuove il coinvolgimento e la collaborazione  tra  la comunità di Salus (abitanti, lavoratori), la cittadinanza del quartiere e chiunque si interfacci e partecipi alla vita di Salus Space, articolata nelle sue diverse attività.
I principali obiettivi sono quelli di sviluppare il senso di appartenenza, migliorare le relazioni sociali ed interpersonali, valorizzare le capacità di ciascuno e promuovere modalità di decisione collettiva e di gestione degli spazi comuni e di servizi collaborativi.
I valori che guidano ed ispirano il comportamento di tutti gli appartenenti della comunità di Salus  Space, richiedono dialogo e rispetto reciproco, mettono in gioco ciascuno, offrono ad ognuno opportunità di crescita personale e professionale; esigono condivisione e senso di appartenenza ed esortano ad essere protagonisti del proprio futuro.
La consapevolezza che l’etica dei comportamenti è prioritaria su ogni altro interesse deve spingere ciascuno a contribuire alla convinta quotidiana attuazione di questi principi, favorendone la diffusione   e la conoscenza sia all’interno sia all’esterno di Salus Space”.

Sono nove i team formati da studenti di diversi paesi del mondo che propongono un’idea verde per Salus Space. È il risultato del concorso internazionale di idee Urban Farm, indetto ogni anno dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna. Quest’anno il concorso, che ha visto la partecipazione di 166 studenti, rientra nel progetto europeo FoodE, acronimo di Food Systems in European Cities – Sistemi Alimentari nelle Città Europee, che intreccia Salus Space, destinando al Comune di Bologna 330 mila euro.

Il progetto, coordinato dal Dipartimento, mira ad accelerare la crescita, in ambito europeo, di Sistemi Alimentari di Città e Regioni per favorire lo sviluppo di processi agricoli resilienti e sostenibili all’interno dei centri urbani e delle aree rurali limitrofe.

Uno dei progetti pilota che verrà individuato dal progetto avrà sede proprio a Salus Space e sarà selezionato tra quelli proposti dagli studenti attraverso il concorso.
Ecco alcuni di loro!

Orti_Salus_Space

Nella foto il gruppo Orti al lavoro, alle spalle la palazzina abitativa quasi ultimata

Nell’area che si apre alle spalle della palazzina abitativa, l’orto produttivo di Salus Space sta prendendo vita.

Orti_salus_space

Il gruppo che segue gli incontri del corso di manutenzione del verde e orticoltura urbana si dà appuntamento il venerdì pomeriggio e, dopo aver preparato il terreno, venerdì 6 novembre ha seminato il pisello “da mensa”.
Il corso è curato dall’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Agrarie.

Seminando_orti_salus

Il progetto Salus Space prevede una superficie complessiva tra orti e giardini di circa 660 mq. Di questi 160 mq saranno dedicati a orti ricreativi, 100 ad un orto didattico, i restanti 400 ad un orto comunitario produttivo.
Oltre al gruppo già attivo, i futuri residenti saranno coinvolti nella loro co-progettazione e coltivazione.

I lavori nel cantiere di via Malvezza 2, a Bologna nel Quartiere Savena, proseguono,
così come l’organizzazione del futuro della comunità che vi prenderà vita: la gestione, la divisione dei compiti, le regole, i legami tra tutte le attività e con il Quartiere, il ruolo che potranno avere i cittadini e le associazioni del territorio.
L’inaugurazione di Salus Space è prevista per venerdì 29 gennaio 2021. A che punto siamo oggi?

Vista180gradi

Il cantiere
Sono in corso di completamento i lavori di costruzione dell’edificio residenziale e di sistemazione dell’area esterna. I cantieri della Palazzina storica e dei tre fabbricati temporanei sono invece già completati e la loro consegna potrebbe avvenire entro la prima metà di novembre. Gli allestimenti e gli arredi saranno forniti poco prima, per limitare il rischio di furti e danneggiamenti.
Entro dicembre è previsto il completamento di tutti i lavori.
Nei tre fabbricati temporanei è previsto un punto ristoro, una sede per laboratori artigianali, una sede per attività teatrali.
Nella Palazzina nascerà un centro studi dedicato al welfare innovativo, ci sarà al suo interno uno spazio dedicato al coworking.

Centro_studi

Residenze di Salus Space
L’edificio residenziale è composto da 20 appartamenti e alcuni spazi comuni. Per garantire il mix sociale della comunità, 12 alloggi saranno destinati a cittadini – singoli, coppie e famiglie – che potranno candidarsi attraverso un avviso pubblico per la manifestazione di interesse ed un successivo colloquio motivazionale. Verrà loro richiesto un reddito minimo, a titolo di garanzia ed è previsto il pagamento di un affitto.
I restanti alloggi saranno così destinati: 2 a studenti universitari, 2 a richiedenti asilo con percorsi di accoglienza e ulteriori 2 a favore di famiglie giunte attraverso i corridoi umanitari; 2 appartamenti saranno riservati a lavoratori di Salus Space.
Completa il quadro la struttura ricettiva al piano terra, che dispone di sei camere doppie, destinate agli affitti brevi.
Il complesso residenziale avrà un proprio portierato sociale, con sede nella Palazzina storica. Fungerà da punto informativo per tutte le attività che si svolgeranno.

abitazioni

La gestione: costituzione dell’ATS e governance del progetto
E’ previsto un periodo di gestione sperimentale di due anni, con il concorso di alcuni partner di Salus Space che si stanno per costituire in Associazione Temporanea di Scopo (ATS). L’obiettivo generale è quello di provare insieme un modello di governance e di gestione collaborativa caratterizzato da un alto livello di innovazione sociale e partecipazione. È il primo passo verso la costituzione del futuro soggetto giuridico, un organismo pubblico-privato che avrà l’onere della gestione.
La sperimentazione è prevista in accordo con il segretariato UIA (Urban Innovative Action) che ha finanziato attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale il progetto, a cui il Comune dovrà inviare un report per monitorare lo stato di avanzamento e gli impatti positivi che questo sarà in grado di produrre, anche se il progetto europeo si concluderà formalmente il 31 gennaio 2021.
Durante il periodo di gestione sperimentale sarà costituito un Comitato di indirizzo e monitoraggio, coordinato dal Comune di Bologna, all’interno del quale saranno ammessi i rappresentanti dei cittadini e della comunità degli abitanti, assieme a tutti i partner del progetto. Per favorire il percorso di costruzione di comunità e le relazioni con il territorio ci saranno un “community manager” e un mediatore linguistico culturale che favoriranno le relazioni dei nuovi abitanti con il Comune e l’ATS. Questo servizio di accompagnamento della comunità sarà attivato con i fondi del PON Inclusione Sociale destinati al Quartiere Savena; il bando è già stato pubblicato dall’Area Welfare del Comune.
Completa il quadro della governance la “Cabina di regia”: è l’organismo decisionale che coordina e raccorda le diverse attività legate alla implementazione complessiva del progetto, ovvero il lavoro di comunità, i servizi del Quartiere, la selezione degli abitanti e le attività gestionali. La cabina di regia, anch’essa coordinata dal Comune di Bologna, dovrà agire sempre nel rispetto delle indicazioni generali fornite dal comitato di indirizzo e monitoraggio e da quanto specificato nella «Carta dei valori».

struttura_provvisoria

Collaborazione con il progetto europeo FoodE
E’ stato pubblicato un concorso di idee aperto agli studenti dell’Università di Bologna per realizzare all’interno di Salus Space un progetto innovativo di agricoltura urbana, che sarà realizzato con i fondi del progetto europeo Horizon 2020: FoodE. Le migliori idee saranno oggetto di un confronto con i cittadini e gli stakeholder, gli studenti parteciperanno anche alla fase di realizzazione.
La gestione delle aree ortive verrà affidata ad una giovane impresa, spinoff del Dipartimento di Scienze Agrarie della Università di Bologna: “Aquaponic Design”, che sarà socia dell’ATS.

E’ lo slogan di FoodE, acronimo di Food Systems in European Cities – Sistemi Alimentari nelle Città Europee, progetto europeo della durata di 4 anni (1 Febbraio 2020 – 31 Gennaio 2024) che intreccia Salus Space, destinando al Comune di Bologna 330 mila euro.

FoodE, coordinato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna, rientra nel Programma di finanziamento Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione e riunisce in consorzio 24 partner (università, istituti di ricerca, piccole e medie imprese, organizzazioni non profit e municipalità da 8 diversi paesi europei).

Il progetto mira ad accelerare la crescita, in ambito europeo, di Sistemi Alimentari di Città e Regioni (City Region Food System – CRFS) per favorire lo sviluppo di processi agricoli resilienti e sostenibili all’interno dei centri urbani e delle aree rurali limitrofe. Coinvolgendo le comunità locali, gestite dai cittadini, FoodE individuerà delle storie di successo e le collegherà fra loro per uno scambio di conoscenze. Inoltre lancerà 15 progetti pilota, con altri partner locali in 12 città o regioni europee (Napoli, Bologna, Sabadell, Tenerife, Amsterdam, Lansingerland, Berlino, Oslo, Longyearbyen, Romainville, Iasi, Lubiana) e valuterà i loro risultati per una possibile replicabilità in altri contesti.

E proprio sull’individuazione di un progetto pilota, FoodE intreccia Salus Space: il Comune di Bologna (Area Nuove Cittadinanze e Quartieri e Ufficio Relazioni e Progetti Internazionali) lancia “Agricoltura urbana a Salus Space”, per favorire la ricerca di nuovi modelli di produzione di cibo in aree urbane attraverso la progettazione e realizzazione di un sistema di orti (produttivo, didattico e ricreativo) con il coinvolgimento diretto dei cittadini che hanno seguito il corso di orticoltura urbana finanziato dal progetto Salus Space.

La scelta specifica dell’ azione pilota verrà stabilita sulla base di un concorso di idee dell’Università di Bologna dal titolo “Urban Farm 2020”, aperto a squadre di studenti provenienti da tutto il mondo e di momenti di consultazione e coprogettazione con i cittadini e le associazioni del territorio.

Questa fase progettuale si svolgerà tra settembre e dicembre del 2020 e sarà seguita dalla realizzazione di un progetto esecutivo e dalla sua implementazione. Tra le possibilità, la realizzazione di un giardino pensile (Roof-top garden) sul terrazzo della palazzina storica (ex camera iperbarica), coltivazioni interne (indoor), orti verticali e non è esclusa la collaborazione con imprese nel settore dell’acquaponica, un tipo di tecnica agricola di coltivazione delle piante nell’acqua.

Abbiamo visitato il cantiere di Salus Space (in via Malvezza, a Bologna) a fine luglio 2020 per raccontarvi come procede, seguiteci in questo tour virtuale!

Il Centro Studi (la palazzina storica, dove era ospitata la camera iperbarica) è praticamente terminato, le tre strutture temporanee sono state posizionate, nella nuova palazzina si sta lavorando per concludere gli appartamenti, partendo dall’ultimo piano.

Ecco il viale di ingresso, con gli splendidi pini potati che hanno superato i controlli sulla stabilità. Sul lato sinistro si vede la base della futura pista ciclabile.

viale_ingresso

Arrivando dal viale di ingresso, sulla destra troviamo il Centro Studi: il corpo centrale è stato ristrutturato partendo dall’originale, (potete vedere l’avvio del cantiere in questo post ), che ai tempi di Villa Salus ospitava la camera iperbarica.

Centro_Studi_esterno

Al suo interno troveranno sede il portierato sociale, gli uffici di coordinamento, la sala destinata al coworking, la sala convegni, la Redazione Partecipata, l’Angolo della Storia. Gli spazi sono ampi e luminosi, le ali laterali sono sovrastate da due ampi terrazzi. Nella foto, l’ open space dove potranno svolgersi eventi e iniziative.

centro_studi_interno

Se dal viale di ingresso svoltiamo a sinistra, ci avviciniamo alle tre strutture temporanee, davanti alle quali si apre l’area parcheggio. La prima, quella gialla, ospiterà il punto ristoro, la verde una sala polifunzionale per attività teatrali, la rossa sarà un atelier artigianale.

strutture_temporanee

Ecco l’interno della seconda struttura, la più ampia e luminosa.

Strutture_temporanee_interno

Sono a buon punto anche i lavori nella struttura abitativa, che ospiterà 20 appartamenti e le sei stanze doppie per le locazioni turistiche. All’ultimo piano, il quarto, è tutto pronto per installare i sanitari dei bagni; poi si scenderà verso il basso completando il tutto, comprese le stanze per i turisti di passaggio, montando le cucine e gli arredi a conclusione di tutti i lavori ai diversi piani.
La struttura è stata realizzata in legno, in un’ottica di basso impatto ambientale. Per questo, tutta l’impiantistica degli edifici punta al risparmio energetico.

palazzina

Sul tetto dell’edificio sono già stati montati i pannelli fotovoltaici, mentre, come si intravede dalla foto, il tetto è pronto per ospitare vegetazione che attenuerà le temperature percepite all’interno. Già completato l’isolamento termico dell’edificio attraverso il cappotto.

pannelli_solari

Chiudiamo con un’immagine della tribuna del teatro all’aperto, in costruzione. Come da progetto, si sta dando vita ad una piazza che farà da elemento di unione tra la struttura abitativa e il futuro “edificio-serra”, l’ultimo elemento del progetto che sorgerà più avanti, per ospitare in maniera definitiva il ristorante e i laboratori artigianali, che per ora trovano casa nei tre moduli colorati.

tribuna

Fino alla fine di agosto il Treno del Ricomincio, costruito dai Cantieri Meticci insieme a cittadine e cittadini, sarà al Quartiere Savena, nel Giardino Europa Unita di via Bartolomeo Maria dal Monte. Sarà la scenografia per spettacoli, laboratori, ma diventerà anche spazio espositivo e bottega artigiana. Un progetto di arte comunitaria che poi si trasferirà a Borgo Panigale.

Grazie al progetto Salus Space i Cantieri Meticci hanno finanziato la costruzione del treno, la sua inaugurazione e il  laboratorio “Rodari su Strada” con il tema “dare forma alla propria idea di ripartenza”. Il processo che ha dato vita al Treno ha rafforzato le relazioni tra le associazioni del Quartiere Savena, protagoniste di eventi. Tra queste l’associazione musicale Mazzacorati, Officine Guitti Teatro, Ekodanza e Fraternal Compagnia.

Con i fondi PON Metro (PON METRO 14-20 – OI Comune di Bologna – Asse 3 – Progetto BO3.3.1d1) invece i Cantieri Meticci hanno finanziato i laboratori sparsi in città fatti con l’utilizzo delle Botteghe artigiane viaggianti e la messa in scena degli spettacoli e delle letture da loro prodotti per la rassegna.

Treno_ricomincio

L’inaugurazione si è tenuta sabato 25 luglio nel pomeriggio, prima i laboratori e poi una piccola festa “distanziata” con musica e danze. Guardate cosa è successo nel video montato da Gianluca Lovreglio!

I laboratori (fino all’ 8 agosto)

Ogni lunedì e mercoledì – ore 17.30-19.00
Rodari su strada  – laboratorio per bambini
Alice Cascherina, celebre personaggio delle fiabe di Gianni Rodari, guida i bambini nella costruzione di un piccolo teatrino realizzato dentro una valigia e nell’invenzione di una storia da mettere in scena al suo interno.
In apertura di ogni incontro si svolgerà la lettura di una storia di Gianni Rodari assieme al pupazzo della piccola Alice Cascherina realizzato e animato dall’artista Cristina Gamberini.

Ogni martedì, giovedì e venerdì – ore 17.30-19.00
In viaggio fuori di casa  – laboratorio per appassionati di ripartenza, dai 6 ai 99 anni
A partire da domande legate alla ripartenza, ma anche da testi, da immagini, da testimonianze che facciano da stimolo, andremo a discutere, leggere, narrare, costruire, disegnare, cucire, cantare, recitare. Adesso che stiamo ripartendo, chi e cosa non vogliamo dimenticare nella frenesia di ricominciare? Ci sono memorie, esperienze che potrebbero aiutarci a ricominciare?

Rassegna 26 luglio-8 agosto

Domenica 26 luglio ore 21  – Gli acrobati. Ovvero del sopravvivere divenendo acrobati.
Dal repertorio dei Cantieri Meticci, uno spettacolo che ha viaggiato in tutt’Europa. Vi si racconta di un gruppo di ebrei che per sfuggire ai nazisti si nasconde dentro ad un treno su cui viaggia una compagnia di attori. Scambiati per acrobati dovranno diventarlo realmente perché quel treno è diretto verso Berlino, dove i gerarchi del Terzo Reich li stanno aspettando per godersi lo spettacolo…

Venerdì 31 luglio ore 21La bestia. Il treno della speranza per i migranti in fuga.
A cura di Elia dal Maso e Pietro Floridia
Ripartire dando la parola agli invisibili: un treno sul cui tetto migliaia di migranti viaggiano aggrappati, verso il nord. Un’odissea che attraversa paesaggi desolati battuti solo da avvoltoi, coyote e narcotrafficanti per arrivare fino al muro, l’ultima barriera che separa dal sogno americano.

Sabato 1 agosto ore 21 Porteremo il giardino all’ospedale. Spettacolo per coro con mascherina.
a cura di Nicola Gencarelli Arianna Bartolucci e Anna Autiero
Lo spettacolo, ispirato da una poesia di Forugh Farrokhzad, è la restituzione di un breve percorso laboratoriale condotto da Cantieri Meticci, tra giugno e luglio, nel cortile della Biblioteca Comunale Casa di Khaoula di Bologna.

Domenica 2 agosto ore 21Una memoria per l’oblio.
Poesia, musica dal vivo con gli Hudud, videodisegno live.
A cura di Pietro Floridia e Donatella Allegro
Ripartire dalla memoria, ripartire dalla poesia, ripartire da gesti semplici come preparare il caffè: attraverso l’avvincente racconto dell’arte di sopravvivere nella Beirut bombardata degli anni ‘80, il grande poeta palestinese Mahmud Darwish ci introdurrà alla capacità propria della parola poetica e della cultura di ricreare un proprio mondo anche nella lontananza forzata dal proprio.

Venerdì 7 agosto ore 21 – Cuccette per signora
 a cura di Donatella Allegro e Sandra Cavallini
Cosa significa per le donne ripartire? Se c’è una specificità, una differenza, nei nuovi inizi delle donne, la dobbiamo cercare nella sorellanza, nella parola che si intreccia, si rigenera e rigenera. Attraverso testi letterari e narrazioni autobiografiche, vedremo donne diverse salire su un unico treno, condividendo tratti di strada e storie personali, speranze e paure. Un viaggio – naturalmente in treno – che è orizzonte simbolico e insieme molto concreto, metafora o viatico concreto di cambiamento e rivoluzione.

Sabato 8 agosto ore 21 – Raccordi di ricordi
a cura di Nicola Bortolotti e Pietro Floridia
Il treno come simbolo di trasmissione tra le generazioni, perché non si dà futuro se non ci si porta dietro il passato. Grandi pagine di letteratura da Winfried G. Sebald a Danilo Kis, attraverso le quali, come in un Teatro della Memoria, la grande storia e le piccole storie si scambiano, passano da un binario all’altro, da un’esperienza di vita all’altra, in quelli che a noi piace chiamare raccordi di ricordi.

 

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