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Un incontro in Quartiere ha fatto il punto sulla situazione didattica e legale delle scuole di via Lombardia.

Un cantiere bloccato dal settembre 2017, una contesa legale in dirittura d’arrivo e un’accettabile soluzione provvisoria: i tre principali aspetti innescati dalla travagliata costruzione della nuova sede della scuola secondaria di primo grado “Rita Levi Montalcini”, in via Lombardia 36, sono stati al centro dell’incontro pubblico che si è tenuto lo scorso 18 ottobre nel centro civico del Quartiere Savena.

Un cantiere bloccato: perché? La Tecnocostruzioni, impresa aggiudicataria dei lavori che ha anche redatto il progetto di costruzione, ha prima ceduto il ramo d’azienda alla Westsystems ed è poi fallita, lasciando l’impresa subentrante senza il supporto necessario per sviluppare e concludere i lavori.

Una contesa legale fra il Comune e l’impresa costruttrice: a che punto siamo? Al momento un giudice del tribunale di Bologna sta valutando una perizia depositata il 30 ottobre.

Un’accettabile soluzione provvisoria: quale? L’anno scolastico è iniziato con tutte le classi nell’attuale sede di via Lombardia 36, dove si trova anche la segreteria dell’Istituto Comprensivo 22, di cui la scuola fa parte. Il Comune e il Quartiere Savena hanno lavorato insieme all’Istituto e alle diverse realtà che hanno sede in altre parti dello stesso stabile, di proprietà del Comune, per rendere più idonea e accogliente la scuola e per offrire agli studenti la possibilità di svolgere attività e laboratori, in attesa che si sblocchi la vicenda legata ai lavori per la nuova sede, in costruzione nel cortile adiacente.

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Di tutto questo hanno parlato a cuore aperto, ma con il conforto di cifre e documenti, gli ospiti della commissione aperta che il Consiglio del Quartiere Savena ha organizzato: Virginia Gieri (assessore comunale con deleghe ai Lavori Pubblici, alla Casa e alle Emergenze Abitative), Marilena Pillati (vicesindaco con deleghe all’Educazione, alla Scuola, agli Adolescenti e alle  Politiche per la Famiglia), l’architetto Benedetta Corsano (responsabile dell’Edilizia Scolastica e Sociale del Comune di Bologna – Settore Manutenzione – Dipartimento Lavori Pubblici, Mobilità e Patrimonio), Marzia Benassi (presidente del Quartiere Savena), Silvia Orlati (dirigente dell’Istituto Comprensivo 22), Miriam Pepe (capo area Educazione, Istruzione e Nuove Generazioni del Quartiere Savena) e la dottoressa Verri (responsabile del Servizio Educativo e Scolastico del Quartiere Savena).
Ecco un riassunto dei loro principali interventi, non di rado sollecitati dalle domande dei consiglieri e dei cittadini presenti:

Virginia Gieri: “Oggi ci troviamo a parlare di un cantiere sfortunato e di una situazione che nessuno di noi immaginava di dover affrontare. La volontà di costruire la nuova sede delle scuole Montalcini risale ormai a una decina d’anni fa. Avevamo la necessità di equilibrare la distribuzione degli studenti e costituire definitivamente l’istituto Comprensivo 22. Lo ricordo bene perché all’epoca ero vicepresidente del quartiere Savena. In tanti abbiamo dato l’anima perché questo sogno si realizzasse, ma purtroppo è accaduto l’imponderabile.
La questione oggi non è più nelle nostre disponibilità e siamo consapevoli del disagio arrecato. Però credo che debba essere riconosciuto il nostro impegno a migliorare le sale di via Lombardia scelte come soluzione provvisoria. Ci siamo messi al lavoro in stretta sinergia con la vicesindaco Marilena Pillati, con il Quartiere e con i dirigenti scolastici. Tutti insieme abbiamo approntato quello che serviva per rendere possibile una dignitosa attività scolastica e far partire l’IC22. Abbiamo lavorato sugli infissi, sull’illuminazione e sulle vie di fuga, abbiamo fatto manutenzione e ristrutturato gli ambienti. Il cantiere della nuova sede è sotto il vincolo della magistratura e non sono nelle condizioni di dirvi quando la situazione si sbloccherà, però posso affermare che la sistemazione provvisoria della scuola è più che dignitosa”.

Benedetta Corsano: “Al momento siamo in attesa di conoscere gli esiti della Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU). Il perito nominato dal tribunale deve consegnare la perizia entro il 30 ottobre. A partire da quel momento cominceranno le valutazioni del giudice, che per ora ci ha anticipato l’intenzione di restituirci a breve la disponibilità dell’area per poter fare le necessarie verifiche. Non ho idea del risultato del ricorso presentato dall’impresa assegnataria riguardo alla rescissione di contratto proposta da me e formalizzata dall’amministrazione comunale. In compenso posso offrirvi la cronistoria degli eventi.
All’inizio ero convinta che l’appalto integrato rappresentasse la scelta più azzeccata per avere la nuova sede in tempi ragionevoli. Questo tipo di appalto demanda all’impresa appaltatrice la progettazione esecutiva sulla base di un progetto preliminare che può essere modificato, e comunque senza intaccare i desiderata dell’amministrazione. Tutte le imprese partecipanti al bando ci hanno presentato soluzioni molto interessanti, basate su tecnologie di prefabbricazione ideali per costruire la scuola in circa otto mesi. È risultata vincente un’impresa di Firenze che fino a quel momento aveva sempre goduto di ottima salute. Purtroppo, proprio dopo aver firmato il progetto esecutivo, questa ditta ha avuto problemi di liquidità a causa di mancati pagamenti e ci ha proposto una richiesta di cessione del contratto. Noi abbiamo accettato anche perché l’impresa subentrante, per dimostrare che avrebbe portato a termine il compito, ha affidato la direzione tecnica dei lavori al titolare della ditta aggiudicataria. Le due imprese ci hanno presentato il contratto di cessione fra loro stipulato e siamo partiti. Purtroppo però la prima ditta è andata a gambe all’aria dopo pochi mesi, il direttore tecnico è scomparso e i subentranti si sono trovati da soli.
Nel settembre dello scorso anno ci siamo accorti che alcune lavorazioni erano eseguite maldestramente e perciò abbiamo fermato le bocce. Secondo i subentranti, a fare acqua era il progetto originario, ma a quel punto l’impresa aggiudicataria era già fallita. Hanno rifiutato la nostra offerta di collaborazione e ci hanno presentato un nuovo progetto, inaffrontabile perché cambiava i termini del contratto, con 300.000 euro in più rispetto all’importo iniziale e un periodo di cantierizzazione molto più lungo. L’inevitabile risoluzione del contratto, da me proposta, è stata prima accettata e poi impugnata. Il giudice ha messo tutto in mano a un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), che entro il 30 ottobre deve depositare in tribunale la sua relazione. Al momento non possiamo entrare nel cantiere perché ufficialmente l’area è ancora della ditta subentrante, alla quale abbiamo inutilmente chiesto di mettere in sicurezza l’area”.

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Virginia Gieri: “Molti cittadini ci hanno segnalato la presenza di animali all’interno del cantiere. Entro qualche settimana verrà firmata un’ordinanza che ci permetterà di fare una derattizzazione. Sarà un’ordinanza straordinaria, per motivi di igiene, ma speriamo che sia di buon auspicio per la riapertura di tutto il cantiere, perché ogni giorno che passa il materiale abbandonato si deteriora e abbiamo il dovere di tutelare la salute di chi studia e lavora nella scuola lì accanto”.

Benedetta Corsano: “Finora sono stati spesi circa 325.000 euro. L’importo totale era di due milioni e mezzo mentre l’ammontare dei lavori corrispondeva a 1.925.000 euro. Abbiamo già quantificato il danno, però l’ha fatto anche la ditta subentrante. Voglio puntualizzare che i 325.000 euro spesi finora corrispondono alle opere portate a termine in modo corretto. Per la seconda parte dei lavori, non è stato pagato nulla. Abbiamo conteggiato i 325.000 euro nell’aprile dell’anno scorso, mentre i lavori erano in corso. Da quel momento sono stati fatti circa 180.000 euro di opere, ma li abbiamo contestati in pieno perché erano interventi fatti male. In un primo momento i dirigenti della ditta hanno latitato giustificandosi con il mancato arrivo del ferro e della carpenteria, poi sono ripartiti con maestranze arrangiate, andando avanti per due mesi in maniera confusa e non coordinata. A quel punto li abbiamo fermati”.

Virginia Gieri: “L’aspetto economico ci preoccupa perché, quando si va per vie legali, l’esito non è scontato. Non sappiano se otterremo i rimborsi chiesti o se avremo ulteriori perdite in conseguenza del ricorso del costruttore, ma probabilmente non saranno sufficienti i due milioni e mezzo previsti nel piano di investimento originario. Per attrezzare ad uso scolastico gli spazi dell’edificio di via Lombardia, ad esempio, sono state necessarie risorse economiche che non avevamo in animo di impiegare, soldi dei bolognesi che in sede giudiziaria verranno conteggiati nel danno economico complessivo. Il lato positivo è rappresentato dal recupero di un patrimonio pubblico che potremo restituire a tutti i bolognesi. Dopo il trasloco della scuola nella nuova sede, infatti, gli spazi ristrutturati saranno già pronti per ospitare attività di associazioni e di singoli cittadini”.

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Marilena Pillati: “Questa vicenda ha visto tutte le istituzioni lavorare insieme nella consapevolezza che il blocco del cantiere imponeva l’immediata ricerca di un’alternativa provvisoria ma efficace. E devo dire che in settembre, quando sono andata in via Lombardia per il primo giorno di scuola, ho molto apprezzato le soluzioni adottate, in particolare alcune scelte estetiche riguardo ai colori della tinteggiatura. Ora ci auguriamo tutti che la fortuna cominci a girare per il verso giusto”.

Virginia Gieri: “Nell’infelice progetto originario si era scelto di collocare la segreteria dell’Istituto Comprensivo 22 all’interno delle scuole Costa e possiamo garantire che ciò sarà fatto in tempo per l’apertura del prossimo anno scolastico. In questo modo alle Montalcini si libereranno degli spazi e ci saranno meno adulti in giro per la struttura, a tutto vantaggio della didattica. Riguardo all’esterno, il luogo ideale per lo svago dei ragazzi sarebbe il cortile, che purtroppo sarà occupato dal cantiere ancora per un po’. Penso che chiederemo alla vicina scuola di teatro, ospitata nello stesso complesso edilizio, di condividere il suo giardinetto. Può bastare, visto l’esiguo numero di studenti”.

Silvia Orlati: “Al momento la nostra scuola si trova in una situazione imprevista ma dignitosa. In via Lombardia c’è un ambiente raccolto e a misura di bambino. I lavori estivi ci hanno permesso di aumentare le aule disponibili al primo piano, dove sono state collocate due terze medie. Si sono così liberati degli spazi al secondo piano, dove abbiamo allestito un atelier per i laboratori e un’aula LIM predisposta per le nuove tecnologie. Ora stiamo allestendo al terzo piano uno spazio che potrebbe fungere da aula morbida per ragazzi con disabilità. E presto avremo la possibilità di usare per tre giorni a settimana la palestra al pian terreno. In questo modo gli spazi per attività motorie si aggiungeranno a quelli delle vicine scuole Costa, anch’essi a disposizione degli alunni delle Montalcini. Stiamo inoltre approntando uno spazio di front office al pian terreno. Infine, dal 6 novembre avvieremo dei percorsi di aiuto allo studio e daremo il via a nuovi laboratori, fra cui uno di arte e uno di inglese”.

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Virginia Gieri: “In quell’edificio abbiamo montato nuovi infissi alle finestre, abbiamo cambiato l’impianto di illuminazione e ampliato le vie di fuga che adesso sono a norma. E non dimentichiamo che lì c’era già stata una scuola, anni fa, e gli edifici hanno una loro memoria. Un’altra ricchezza è data dalla presenza, nello stesso stabile, di una scuola di pace, di una biblioteca, di un teatro e di una palestra. Non è un caso se ho scelto di far studiare lì il mio ultimo figlio. Per quanto riguarda la nuova sede, come assessore ai lavori pubblici potrei farvi un lungo elenco di lavori incagliati a causa di fallimenti e lavori mal fatti. Per i cittadini che passano davanti ai cantieri è sempre colpa del Comune. Li capisco, ma è un danno di immagine che ci deve essere risarcito”.

Marzia Benassi: “Ci tengo a dire visto che sono molto soddisfatta del nostro lavoro di squadra. Ringrazio la mia responsabile dei servizi educativi, Claudia Zerri, tutti i collaboratori dei servizi educativi scolastici del Quartiere, e anche Uliana Cevenini e tutti i professori della scuola, perché i risultati arrivano solo quando ci si mette tutti insieme attorno a un tavolo. In questi anni abbiamo fatto un sacco di riunioni e il Quartiere ha sempre messo a disposizione i suoi spazi per le più varie esigenze scolastiche. Nei mesi estivi degli ultimi due anni abbiamo ristrutturato via Lombardia. Non è cosa da poco ed è frutto di un grande lavoro di squadra. Adesso non ci resta che incrociare le dita”.

Testo e foto di Sergio Palladini

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