Salus SpaceArchives

Ecco la registrazione del webinar dedicato a “Città e comunità sostenibili”, parte del ciclo di incontri del Think Tank di Salus Space, organizzati da Comune di Bologna, DamsLab Università di Bologna e in collaborazione con l’Ats che gestisce la nuova Salus.
Gli interventi:
Valentina Orioli: Architetta e professoressa associata di Urbanistica al Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, vicesindaca del Comune di Bologna e assessora all’Urbanistica e all’Ambiente
Francesco Evangelisti: Architetto e Direttore Ufficio di Piano – Dipartimento Urbanistica, Casa, Ambiente del Comune di Bologna
Simona Tondelli: Professoressa ordinaria di Tecnica e Pianificazione Urbanistica – Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna
a moderare Inti Bertocchi: Funzionario del Comune di Bologna e coordinatore scientifico del progetto europeo Salus Space

E’ un pomeriggio di aprile, di sole e aria fresca. Buona parte della comunità è al lavoro: in parte nell’orto, dove la motozappa donata dal Giardino dei folli è stata aggiustata e ha dato una mano a preparare il terreno, in parte si ritrova sulla scalinata per cominciare a immaginare, insieme ai Cantieri Meticci, che sono parte dell’Ats gestore di Salus, come creare una Tavola comunitaria.

I pannelli erano abbandonati in uno scantinato e ora tornano alla luce del sole per prendere forme diverse, per diventare relazione e immaginazione.

    

Nell’orto il lavoro avanza, e a giorni inizieranno gli scavi per un laghetto che sorgerà tra l’orto e il boschetto limitrofo, da utilizzare per l’irrigazione. A coordinare la progettazione c’è Aquaponic Design, parte dell’Ats, ma le braccia e le teste al lavoro sono molte: abitanti attuali e futuri, studenti e tirocinanti dell’Università di Bologna, cittadini che hanno seguito il corso del progetto europeo.

A nascere sarà un biolago di 50 metri quadri, un bacino per l’irrigazione per la raccolta dell’acqua piovana e del pozzo,

abitato da piante acquatiche e palustri e da pesci, non a scopo alimentare. A lato uno schizzo disegnato da Gian Marco Tamborra di Aquaponic Design, che lo ha progettato.
Vi daremo informazioni ulteriori alla partenza dei lavori!

 

La comunità di Salus Space si sta auto organizzando: sui turni di lavoro, sulla progettazione e realizzazione dell’orto comunitario, sulla costruzione di una tavola comunitaria, su quella di un emporio molto particolare, sulla gestione delle riunioni e anche su come comunicare tutto questo e tutto il resto di cui parleremo più avanti.

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Nei primi giorni di aprile gli abitanti hanno firmato i patti di convivenza collaborativa, impegnandosi nei confronti del gestore (l’Ats) e degli altri abitanti, oltre che a versare con regolarità il contributo per le spese, a aderire ai valori della comunità e a partecipare alla gestione dei servizi collaborativi previsti. In più, per chi vuole usufruirne, c’è la possibilità di avere uno sconto non superiore al 30% del contributo in cambio di ore lavorate.
Una sfida nuova, un modo di vivere insieme facendo, tutto da sperimentare. Ad oggi gli abitanti sono 19 suddivisi in otto appartamenti, il più piccolo è nato nel 2018, quello con più esperienza di vita è del 1956. Arrivano da tutti i continenti, tranne l’Oceania, e sono single, famiglie, giovani coppie. Altri se ne aggiungeranno, ma vi terremo informati al loro arrivo. progettare_orti
Riunioni plenarie, a gruppi, su singoli temi si stanno susseguendo nei fine settimana o nelle ore serali, sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza.
Purtroppo la pandemia sta ritardando il momento in cui i cancelli di Salus Space, che già in realtà sono socchiusi per singoli curiosi alla scoperta dello spazio aperto, potranno davvero spalancarsi, offrendo un calendario di eventi, di occasioni formative, di postazioni di coworking e tante altre proposte che sveleremo un po’ alla volta. Un’apertura al territorio e alla città guidata dall’Ats in collaborazione con il Quartiere e il Comune.
Proprio per le restrizioni in atto l’area più frequentata è l’orto condiviso, 150 metri quadri di terreno alle spalle della palazzina abitativa che è stato dissodato da un bel po’ di braccia passate all’azione dopo la progettazione collettiva.
L’appuntamento di solito è il sabato pomeriggio, ma quando si ha tempo cose da fare ce ne sono sempre tante, come per esempio pulire per bene dai rifiuti che qua e là riemergono.
L’energia è tanta, così come le idee. Un passo alla volta la comunità dà loro forma, avendo alcuni punti di riferimento ben chiari: la sostenibilità economica e ambientale, la carta dei valori, la progettazione che sta alle spalle di Salus Space e quella che sta davanti e disegna scenari.

Foto di Francesco Quero e Teresa Vignoli

Abbiamo bisogno del tuo aiuto per dare vita all’Emporium Salus, un emporio sociale aperto a tutti che sorgerà dentro Salus Space.
Sarà un luogo dedicato al cibo e alla sana alimentazione in cui i prodotti saranno distribuiti sfusi.
Raccoglierà la produzione di piccole e medie realtà del territorio, compresa la futura produzione degli orti di Salus.
Attraverso l’emporio ci proponiamo di collaborare alla diffusione di modelli improntati alla sostenibilità ambientale ma anche di contribuire a rinsaldare i legami tra la Comunità di Salus Space e il territorio che la ospita.
Attraverso la vendita di cibo e di prodotti della terra si possono superare le distanze, favorendo occasioni di collaborazione e di scambio tra gli abitanti di Salus Space e la cittadinanza, contribuendo così a vincere ogni possibile paura o pregiudizio nei confronti dell’altro.

Aiutaci a realizzare l’Emporium Salus. Abbiamo bisogno di te!
Per donare, vai a questo link: https://www.retedeldono.it/it/progetti/eta-beta/emporium-salus

logo_emporio

Emporium Salus sarà ospitato in una delle tre strutture temporanee che si trovano all’interno di Salus Space. Sarà allestito con attrezzature e arredi adatti alla distribuzione di prodotti nella modalità sfusa. Per realizzarlo abbiamo bisogno di acquistare:

1. Erogatori d’acqua
2. Erogatori per la distribuzione di alimenti liquidi (olio, vino…)
3. Distributori automatici per detersivi
4. Contenitori a norma di legge per alimenti secchi
5. Arredi adatti alla commercializzazione di prodotti sfusi.

P.S. UN RINGRAZIAMENTO PER TE
Per ringraziare del supporto ricevuto, vogliamo invitarti a venirci a trovare a Salus Space: sarà un’occasione per conoscerci, ringraziarti di persona e mostrarti i nostri spazi in allestimento. Ma ci saranno anche delle ricompense, come la splendida borsina in tela dell’Emporio!

Ecco Salus Space da una nuova prospettiva: dall’alto. Vi proponiamo immagini catturate da un drone sopra l’area di via Malvezza a Bologna.

Salus_fronte

Salus_dal_cielo

Salus_retro

salu

Tante le voci e i volti che hanno caratterizzato l’incontro virtuale “Salus Space: il progetto, la sua storia e il suo percorso”, a cura del Think Tank.

Ad aprire i lavori Dino Cocchianella, ideatore del progetto e Capo Area Nuove cittadinanze e Quartieri del Comune di Bologna, che ha lasciato la parola all’assessore Marco Lombardo e poi ai 16 partner che hanno contribuito a trasformare in realtà Salus Space, con la guida e il coordinamento del Comune di Bologna. Cinque anni di lavoro intenso, che giungono a conclusione con l’inaugurazione dello spazio multifunzionale il 29 gennaio.

Sarà però la fine solo del primo step, si aprono ora due anni cruciali di sperimentazione, in cui si metterà alla prova la visione alla base del progetto, che dovrà arrivare alla piena sostenibilità economica, e la innovativa governance collaborativa. Di questo ha parlato, nell’intervento conclusivo, Ugo De Ambrogio, sociologo esperto di coprogettazione.

Abbiamo visitato il cantiere di via Malvezza a pochi giorni dall’inaugurazione di Salus Space del 29 gennaio 2021.

Ecco qualche immagine!

palazzina_abitativa

Qui sopra il centro studi visto dal retro e sullo sfondo la palazzina abitativa.

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Qui sopra la palazzina abitativa vista dall’area ortiva.

Strutture__temporanee

Le tre strutture temporanee, che ospiteranno il punto ristoro, la sala multifunzionale e il laboratorio artistico-artigianale.

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Il punto per la ricarica delle bici elettriche e la tettoia-parcheggio.

platano

Uno dei due grandi platani del giardino di Salus Space. A primavera sarà splendido.

 

Il cantiere di Salus Space si sta chiudendo e per l’ultima settimana di gennaio 2021 il Comune di Bologna avrà nelle mani le chiavi degli appartamenti, delle tre strutture temporanee e del Centro studi. Tutto pronto dunque per l’inaugurazione del 29 gennaio, con il Sindaco Virginio Merola, la Vicepresidente della regione Emilia Romagna Elly Schlein, la Presidente di Quartiere Marzia Benassi e il Capo rappresentanza della Commissione UE in Italia, Antonio Parenti.
Purtroppo non sarà possibile partecipare in presenza a causa della pandemia, ma appena sarà possibile i cancelli saranno aperti a tutta la cittadinanza con una festa inaugurale.
L’evento potrà essere seguito in diretta dalle ore 12 attraverso i canali YouTube e Facebook di Salus Space.
L’inaugurazione sarà preceduta il 27 gennaio pomeriggio da una riflessione sull’esperienza di coprogettazione con i partner, l’esperto Ugo De Ambrogio e il Segretario UIA Raffaele Barbato.

In questi giorni, intanto, sta nascendo la comunità degli abitanti di Salus Space: le risposte al bando chiuso il 7 gennaio per i 12 appartamenti disponibili sono state 23, sono in corso i colloqui a cui seguiranno alcuni appuntamenti formativi, tra cui uno dedicato all’approfondimento della Carta dei Valori e del Regolamento della convivenza collaborativa.

L’Associazione Temporanea di Scopo, che si è assunta la responsabilità della gestione, è composta da Eta Beta Cooperativa sociale, capofila, Cefal, Istituto Ricerca Sociale, Acli provinciale Bologna, Cantieri Meticci e Aquaponic Design.
Sono tutti partner del progetto Salus Space sin dagli inizi, tranne Aquaponic, associazione nata dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro alimentari dell’Università di Bologna, altro partner di progetto.
I futuri gestori sono già al lavoro, con sopralluoghi, riunioni, elaborazione di idee e disbrigo di pratiche amministrative e burocratiche per dare avvio alle attività dal mese di febbraio.

Accanto a loro lavoreranno alla costruzione della comunità, alla mediazione culturale e linguistica e alla comunicazione gli operatori di Open Group e Cidas, che si sono aggiudicati il bando PON metro che finanzia il lavoro per i prossimi due anni.

E’ stato pubblicato il bando per la costruzione della comunità di Salus Space (Manifestazione di interesse a partecipare alla costruzione della comunità di Salus Space). La scadenza per la presentazione delle domande (da inviare a convivere@saluspace.eu) è il 7 gennaio alle ore 12.

Piantine_appartamenti
L’obiettivo del progetto è sperimentare uno spazio di convivenza collaborativa in cui l’inclusione sociale dei migranti e dei rifugiati si coniughi con una visione di welfare interculturale e di cittadinanza attiva. L’avviso pubblico ha l’obiettivo di costituire il primo nucleo di abitanti che si riconoscono nei valori del progetto (espressi nella Carta dei Valori e nelle Regole di Convivenza) e che sono disposti a diventare parte attiva di una comunità collaborativa che avrà a disposizione oltre agli spazi abitativi anche degli spazi comuni, per rispondere alle esigenze che saranno espresse dalla comunità stessa. Oltre a ciò gli abitanti potranno utilizzare numerosi servizi collaborativi, come gli orti condivisi, uno spazio di coworking, un punto ristoro, una sala convegni, un laboratorio teatrale, un laboratorio artigianale e tanto altro ancora.
La comunità sarà composta secondo criteri di mix sociale, sostenibilità e motivazione; sarà mista per età, origini e status sociale, composta da migranti e rifugiati, persone singole e nuclei familiari, studenti, lavoratori.

palazzina_abitativa

Il Comune di Bologna, attraverso l’Avviso Pubblico, rende note le modalità per la presentazione delle candidature per l’assegnazione di 12 appartamenti all’interno di Salus Space: 9 bilocali e 3 trilocali. L’accesso alle residenze avverrà attraverso la sottoscrizione di un Patto di convivenza collaborativa della durata minima di 6 mesi, rinnovabile a 24 mesi. Gli alloggi sono forniti completi di arredi. Nell’Avviso sono indicate le tipologie di appartamento e le ipotesi di contributo di convivenza collaborativa che vanno da 900 euro a 700 euro per appartamento, comprensivi di utenze e connessione a internet. La selezione dei candidati avverrà con una prima valutazione, un colloquio conoscitivo e motivazionale (che verrà fissato seguendo l’ordine di arrivo delle domande), un percorso di formazione che avrà luogo dal 18 al 30 gennaio e infine l’ultima selezione. L’ingresso negli appartamenti avverrà dal 1 febbraio 2021.

L’intero complesso sarà gestito da una rete di soggetti del Terzo settore con cui la comunità stabilirà un dialogo e una collaborazione dinamica e costante nel tempo partecipando con un proprio rappresentante al Comitato di Indirizzo e Monitoraggio e coprogettando iniziative per migliorare il benessere e la qualità della vita, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale.

Le domande devono arrivare a mezzo e-mail complete di tutti gli allegati a convivere@saluspace.eu entro e non oltre le ore 12:00 del 7 gennaio 2021.
Per ulteriori informazioni si può scrivere a convivere@saluspace.eu
oppure telefonare all’Agenzia per l’Abitare, ASP Città di Bologna, cell. 331.3147277 (lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10:00 alle 12:00, martedì e giovedì 14:30-16:30).
Il bando: http://www.comune.bologna.it/concorsigare/bandi/135:8024/48363

Le risposte alle domande più frequenti: http://www.saluspace.eu/blog/faq-bando-per-la-costruzione-di-comunita-di-salus-space

 

I lavori nel cantiere di via Malvezza 2, a Bologna nel Quartiere Savena, proseguono,
così come l’organizzazione del futuro della comunità che vi prenderà vita: la gestione, la divisione dei compiti, le regole, i legami tra tutte le attività e con il Quartiere, il ruolo che potranno avere i cittadini e le associazioni del territorio.
L’inaugurazione di Salus Space è prevista per venerdì 29 gennaio 2021. A che punto siamo oggi?

Vista180gradi

Il cantiere
Sono in corso di completamento i lavori di costruzione dell’edificio residenziale e di sistemazione dell’area esterna. I cantieri della Palazzina storica e dei tre fabbricati temporanei sono invece già completati e la loro consegna potrebbe avvenire entro la prima metà di novembre. Gli allestimenti e gli arredi saranno forniti poco prima, per limitare il rischio di furti e danneggiamenti.
Entro dicembre è previsto il completamento di tutti i lavori.
Nei tre fabbricati temporanei è previsto un punto ristoro, una sede per laboratori artigianali, una sede per attività teatrali.
Nella Palazzina nascerà un centro studi dedicato al welfare innovativo, ci sarà al suo interno uno spazio dedicato al coworking.

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Residenze di Salus Space
L’edificio residenziale è composto da 20 appartamenti e alcuni spazi comuni. Per garantire il mix sociale della comunità, 12 alloggi saranno destinati a cittadini – singoli, coppie e famiglie – che potranno candidarsi attraverso un avviso pubblico per la manifestazione di interesse ed un successivo colloquio motivazionale. Verrà loro richiesto un reddito minimo, a titolo di garanzia ed è previsto il pagamento di un affitto.
I restanti alloggi saranno così destinati: 2 a studenti universitari, 2 a richiedenti asilo con percorsi di accoglienza e ulteriori 2 a favore di famiglie giunte attraverso i corridoi umanitari; 2 appartamenti saranno riservati a lavoratori di Salus Space.
Completa il quadro la struttura ricettiva al piano terra, che dispone di sei camere doppie, destinate agli affitti brevi.
Il complesso residenziale avrà un proprio portierato sociale, con sede nella Palazzina storica. Fungerà da punto informativo per tutte le attività che si svolgeranno.

abitazioni

La gestione: costituzione dell’ATS e governance del progetto
E’ previsto un periodo di gestione sperimentale di due anni, con il concorso di alcuni partner di Salus Space che si stanno per costituire in Associazione Temporanea di Scopo (ATS). L’obiettivo generale è quello di provare insieme un modello di governance e di gestione collaborativa caratterizzato da un alto livello di innovazione sociale e partecipazione. È il primo passo verso la costituzione del futuro soggetto giuridico, un organismo pubblico-privato che avrà l’onere della gestione.
La sperimentazione è prevista in accordo con il segretariato UIA (Urban Innovative Action) che ha finanziato attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale il progetto, a cui il Comune dovrà inviare un report per monitorare lo stato di avanzamento e gli impatti positivi che questo sarà in grado di produrre, anche se il progetto europeo si concluderà formalmente il 31 gennaio 2021.
Durante il periodo di gestione sperimentale sarà costituito un Comitato di indirizzo e monitoraggio, coordinato dal Comune di Bologna, all’interno del quale saranno ammessi i rappresentanti dei cittadini e della comunità degli abitanti, assieme a tutti i partner del progetto. Per favorire il percorso di costruzione di comunità e le relazioni con il territorio ci saranno un “community manager” e un mediatore linguistico culturale che favoriranno le relazioni dei nuovi abitanti con il Comune e l’ATS. Questo servizio di accompagnamento della comunità sarà attivato con i fondi del PON Inclusione Sociale destinati al Quartiere Savena; il bando è già stato pubblicato dall’Area Welfare del Comune.
Completa il quadro della governance la “Cabina di regia”: è l’organismo decisionale che coordina e raccorda le diverse attività legate alla implementazione complessiva del progetto, ovvero il lavoro di comunità, i servizi del Quartiere, la selezione degli abitanti e le attività gestionali. La cabina di regia, anch’essa coordinata dal Comune di Bologna, dovrà agire sempre nel rispetto delle indicazioni generali fornite dal comitato di indirizzo e monitoraggio e da quanto specificato nella «Carta dei valori».

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Collaborazione con il progetto europeo FoodE
E’ stato pubblicato un concorso di idee aperto agli studenti dell’Università di Bologna per realizzare all’interno di Salus Space un progetto innovativo di agricoltura urbana, che sarà realizzato con i fondi del progetto europeo Horizon 2020: FoodE. Le migliori idee saranno oggetto di un confronto con i cittadini e gli stakeholder, gli studenti parteciperanno anche alla fase di realizzazione.
La gestione delle aree ortive verrà affidata ad una giovane impresa, spinoff del Dipartimento di Scienze Agrarie della Università di Bologna: “Aquaponic Design”, che sarà socia dell’ATS.

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